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Pedofilia, perquisita sede della diocesi di Lione: cardinale indagato

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Gli inquirenti francesi muovono un nuovo, rumoroso passo nell’inchiesta sulle presunte omissioni di denunce di abusi su minori che coinvolge alcuni alti prelati, tra cui l’arcivescovo di Lione e primate delle Gallie, il cardinale Philippe Barbarin. La polizia ha condotto oggi una perquisizione nei locali dell’arcivescovado di Lione, residenza del card. Barbarin, finito nella bufera perchè accusato di aver coperto in passato almeno un sacerdote responsabile negli anni ’80 di atti pedofili in serie su diversi boy scout. «Nell’ambito delle indagini preliminari aperte dalla procura di Lione – si legge nel comunicato diffuso dalla diocesi transalpina -, la diocesi di Lione ha dovuto consegnare oggi agli investigatori venuti ad effettuare una perquisizione gli elementi di cui la giustizia intendeva disporre per fare luce su quegli avvenimenti dolorosi».

Il card. Barbarin, ha spiegato sempre la diocesi, «ha espresso in numerose occasioni la sua volontà di collaborare in tutta trasparenza con la giustizia, di cui resta a disposizione con fiducia». «Egli rinnova la speranza – aggiunge la nota – che la giustizia possa agire nella serenità indispensabile per l’accertamento della verità e per la guarigione della sofferenza delle vittime». L’inchiesta è stata aperta parallelamente alle indagini nei confronti di un sacerdote, padre Bernard Preynat, accusato di una lunga serie di violenze sessuali risalenti su giovanissimi scout oltre 25 anni fa. Le vittime hanno denunciato Preynat e i responsabili della diocesi colpevoli, a loro avviso, di non aver informato la giustizia pur essendo al corrente dei fatti. Barbarin ha sempre respinto le accuse precisando che al momento dei fatti in questione non era ancora vescovo, rimandando in parte le contestazione ai suoi predecessori, e sostenendo che quando ebbe testimonianza diretta degli abusi di Preynat, oggi 71/enne, fu lui l’anno scorso a sospenderlo, prima ancora della denuncia delle vittime alla giustizia. Tra queste ultime, però, non manca chi chiede le dimissioni del porporato, che in una delle messe pre-pasquali della Settimana Santa ha anche chiesto «personalmente scusa» alle vittime dei preti pedofili.

Interessando un prelato di così alto prestigio, tra l’altro uomo di fiducia dell’attuale Pontefice, il caso ha fatto molto rumore non solo in Francia, e anche le nuove perquisizioni di oggi intervengono ad agitare ulteriormente le acque. È diventato persino un caso politico, dopo che il premier socialista francese Manuel Valls ha ammonito Barbarin, in un’intervista radiofonica, affinchè «si assuma le sue responsabilità». «Se questo dibattito riguardasse il preside di una scuola – ha osservato Valls – che cosa avremmo detto? Saremmo stati implacabili, Un uomo di Chiesa, un cardinale, il primate delle Gallie ha un’influenza morale e intellettuale, esercita una responsabilità sulla nostra società: deve capire il dolore delle vittime». E al severo richiamo del premier ad «assumersi le sue responsabilità» e a «parlare e agire» il card. Barbarin, spalleggiato dai vescovi di Francia, ha dovuto subito reagire assicurando in una conferenza stampa: «Mai e poi mai ho coperto un qualsiasi atto di pedofilia».

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