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Milano, svista del gip sul deejay picchiatore ora in Spagna: ipotesi di mandato di arresto europeo

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Milano, svista del gip sul deejay picchiatore ora in Spagna: ipotesi di mandato di arresto europeo

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Il caso è già sul tavolo del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che disporrà verifiche per capire se ci sia stata o meno una svista del giudice. Il destino giudiziario del deejay Nicolas Aitor Orlando Lecumberri, sparito dopo la scarcerazione senza scorta e ora ricoverato in una clinica di San Sebastian, sua città natale, è invece in mano al pm Cristian Barilli: dovrà valutare se chiedere il mandato di arresto europeo per far tornare l’evaso in Italia, o lasciarlo a San Sebastian affinché possa essere curato. La famiglia ha fatto sapere che il ragazzo non tornerà in Itaia, ma spetta alla procura deciderne il destino.

Il ragazzo, il picchiatore seriale che secondo le accuse ha aggredito più di dieci persone incontrate per strada a Milano, aveva fatto perdere le sue traccedopo l’accompagnamento al cancello del carcere di San Vittore, dove era in arresto da un mese. Il gip aveva accettato la richiesta della difesa degli arresti domiciliari in una comunità di cura a Varazze, in Liguria, ma il giovane per 36 ore era sparito dal radar del sistema giudiziario, approfittando del buco nella catena dei controlli.  Durissimo l’attacco dei legali del ragazzo, descritto come “pericoloso per sé e per gli altri“. “Nel tragitto dal carcere alla clinica doveva essere accompagnato – dicono – né noi né i familiari sono stati avvertiti della scarcerazione”.

Da quanto è stato ricostruito, nel pomeriggio di giovedì Lecumberri esce da San Vittore dopo il fax con l’ordinanza trasmessa dal tribunale di Milano, firmata dal gip Livio Cristofano. “Non sussistendo specifiche esigenze processuali o di sicurezza, l’indagato raggiungerà senza accompagnamento, immediatamente e senza soste intermedie il luogo di esecuzione della misura, dando tempestivo avviso del proprio arrivo alla stazione dei carabinieri competente”.

In comunità a Varazze il ragazzo non è mai arrivato. Uscito dal carcere, alla stazione bus di Lampugnano, compra un biglietto per Barcellona, ma a Nizza il ragazzo scende e prende un altro autobus per San Sebastian. Lì arriva all’alba di ieri, alle 4.49 entra nell’ospedale psichiatrico.

Ora la questione è capire se si sia trattato di un errore o di una svista, o invece di una “procedura coerente”. E di chi siano le responsabilità. Se solo del “pugile” seriale affetto da disturbi psicotici, oppure – come pare evidente – di chi, non facendolo scortare dalla polizia penitenziaria fino alla clinica, lo ha lasciato a piede libero, consentendogli di fatto di sparire.

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