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La Ue pensa al post-Brexit

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La Ue pensa al post-Brexit

Il Libro bianco, presentato al Parlamento europeo dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, apre una riflessione su come l’Ue a 27 potrà essere entro il 2025, a seconda delle scelte degli europei. Il documento viene pubblicato oggi, spiega Juncker, affinché costituisca una base per la discussione al vertice di Roma del 25 marzo, un dibattito che resterà aperto anche per tutto il 2017, anno di importanti appuntamenti elettorali in Olanda, Francia, e Germania, veri test per il destino dell’Unione.

Per incoraggiare la riflessione la Commissione Ue ha previsto una serie di dibattiti con i cittadini (Juncker terrà il primo domani in Slovenia) e una serie di documenti di riflessione. Le idee suggerite dal Libro bianco non prevedono comunque percorsi rigidi, ed è molto probabile che il risultato finale sia un mix delle ipotesi immaginate.

Nello scenario uno, «Avanti così», si prevede di proseguire nel solco tracciato fino ad ora: ci si concentra sull’attuazione del programma di riforme, ma si potranno incontrare battute d’arresto nel caso di argomenti che suscitano forti contrasti tra Paesi.

Nella seconda ipotesi, «Solo il mercato unico», l’Ue si rifocalizza progressivamente su questa sola politica perché i 27 non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di argomenti. Un’idea che sarebbe piaciuta probabilmente alla Gran Bretagna se non avesse optato per il divorzio. In questo caso è possibile immaginare che i controlli periodici complicheranno l’attraversamento delle frontiere e sarà più difficile trovare lavoro all’estero.

La terza idea, «Chi vuole di più fa di più», è quella dell’Europa a più velocità, dei cerchi concentrici, con un approccio più intergovernativo, che piace alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Francois Hollande, ma che alcuni Paesi Visegrad ed altri più piccoli osteggiano per il timore di restare indietro. Di fatto in parte già esiste con Schengen e l’Eurozona, ma potrebbe vedere nuove cooperazioni rafforzate tra «coalizioni di volenterosi».

«Fare meno, in modo più efficiente» è il quarto scenario che, mantenendo l’approccio comunitario, circoscrive le aree di intervento concentrando le risorse a disposizione, per raggiungere risultati più efficaci, in tempi più rapidi.

Mentre la quinta ipotesi, «Fare molto di più insieme», rappresenta la spinta federalista (piuttosto improbabile dati i venti populisti che spirano sull’Europa). In questo caso gli Stati condividerebbero in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

Le reazioni. Il capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento Ue Gianni Pittella si dice «deluso» dal Libro bianco di Juncker, «perché ha dato 5 opzioni per il futuro dell’Europa senza sottolineare una scelta politica della Commissione».

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