venerdì 24 febbraio, 2017
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La Corea del Nord, “Usa ci riconoscano come Stato nucleare”. Seul, ridurremo Pyongyang in cenere

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La Corea del Nord, “Usa ci riconoscano come Stato nucleare”. Seul, ridurremo Pyongyang in cenere

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PYONGYANG – La Corea del Nord insiste. Dopo il suo quinto e più importante test nucleare, ora chiede che gli Stati Uniti la riconoscano come “legittimo Paese dotato di armi nucleari”. A riferirlo è l’agenzia di Stato Kcna. E i toni si alzano. Di fronte alla minaccia, in caso di attacco la Corea del Sud si dice pronta a “ridurre Pyongyang in cenere”. “La cancelleremo, la faremo sparire dalle mappe”, dice una fonte militare citata dalla Bbc.

Un comunicato del ministero degli Esteri della Corea del Nord afferma che “il presidente Obama sta tentando con tutte le sue forze di negare la posizione strategica della Repubblica popolare democratica di Corea come Paese legittimamente dotato di arma atomica, ma è un esercizio sciocco, come nascondere il sole con il palmo di una mano”.

Corea del Nord, "Usa ci riconoscano come Stato nucleare". Seul, ridurremo Pyongyang in cenere

Il governo, riferice la Kcna, ribadisce poi che il quinto test atomico, reso noto un paio di giorni fa, è stata una risposta necessaria alla minaccia nucleare americana e alle sanzioni imposte sul Paese. Nel comunicato si annuncia anche che la potenza nucleare sarà rafforzata “nella quantità e nella qualità”:”Continueremo a rafforzarci come nazione nucleare per difendere la nostra autentica pace, la nostra dignità e il diritto alla vita”, spiega Kcna.

Dopo i test di 2006, 2009, 2012 e inizio 2016, Pyongyang il 9 settembre ha deciso di effettuare platealmente un nuovo test, alzando al massimo la tensione internazionale mentre il dispiegamento dello scudo antimissile Thaad, annunciato da Washington e Seul nella penisola, sta deteriorando ancora di più le relazioni tra Usa e Giappone da una parte e Cina e Russia dall’altra.

Corea del Nord, quinto test nucleare: l’annuncio alla Tv di stato

Il quinto test atomico è stato ordinato dal leader nordcoreano Kim Jong-un per ricordare il 68° anniversario dalla fondazione nazionale, da parte del nonno Kim Il-sung. L’ennesima violazione della risoluzione Onu contro la proliferazione nucleare.

LEGGI Corea del Nord senza limiti, il nuovo test nucleare di G. VISETTI

Alle 9 locali del 9 settembre, l’una e mezzo di notte in Italia, i sismografi statunitensi hanno registrato un terremoto di 5,3 gradi della scala Richter, con epicentro diciotto chilometri a nord della località di Sengjibaegam, poco distante dalla base di Pungyye-ri, uno dei poligoni militari nordcoreani usati per i precedenti test atomici. Per gli strumenti, il terremoto è stato “anomalo e superficiale”, con epicentro “a profondità zero”, dunque con ogni probabilità “artificiale”. Si è trattato del sisma più potente mai scatenato dai test nucleari del Nord.

Le reazioni sono state immediate. Il presidente Usa promette nuove sanzioni. Il premier giapponese Shinzo Abe annuncia “ulteriori e immediate sanzioni unilaterali” da parte di Tokyo, definisce il test “intollerabile” e aggiunge che il Giappone continuerà a “cooperare con Russia e Cina per fermare una corsa disastrosa”. Pechino, preoccupata, invita “tutte le parti alla moderazione”, osservando che “la decisione Usa di installare il sistema anti-missile Thaad nella penisola coreana danneggia seriamente l’equilibrio strategico nella regione”.

Dopo il quinto lancio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito d’urgenza, la presidente sudcoreana Park Geun-hye ha chiamato al telefono Obama, in volo sull’Air Force One di ritorno dal Laos, accusando Kim Jong-un di essere affetto da “manie incontrollabili”, di guidare un regime “sempre più minato dalle sanzioni e isolato” e di “avvicinare la Corea del Nord all’autodistruzione”.

Una fonte militare sudcoreana citata dall’agenzia nazionale Yonhap di cui riferisce la Bbc, spiega oggi che la Corea del Sud ha un piano per “ridurre in cenere” Pyongyang nel caso di segnali di un imminente attacco nucleare nordcoreano. Ogni parte di Pyongyang “sarà completamente distrutta da missili balistici e proiettili ad alto potenziale esplosivo”, dice la fonte secondo la quale saranno presi di mira in particolare i quartieri dove si ritiene che si nasconda la leadership. “La città – aggiunge – sarà ridotta in cenere e cancellata dalla carta geografica”.

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